La Conoscenza

 LA CONOSCENZA PER L’ESERCIZIO RESPONSABILE DEI DIRITTI E DEI DOVERI


La società organizzata è un sistema  la cui complessità è in continuo aumento; l’enorme numero di informazioni che inondano la nostra quotidianità richiedono un’attenzione particolare non solo nel  reperire informazioni e conoscenze, necessarie ad attuare scelte consapevoli, ma anche per avere uno spirito critico nel selezionare tra le varie fonti disponibili.


La complessità delle competenze  diviene un elemento spesso sottovalutato quando il cittadino viene eletto amministratore della cosa pubblica; è perciò necessario vigilare su chi è eletto affinché abbia non solo senso civico ma anche le competenze (pregresse o acquisite con apposito training) per amministrare.

 

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La Partecipazione Attiva

L’interazione con le istituzioni a tutti i livelli non si deve basare sulla delega passiva del singolo, viceversa essa richiede il coinvolgimento di tutti, per attivarsi e partecipare alla cosa pubblica come se fosse propria, con la consapevolezza che ognuno può contribuire in modo rilevante per essere motore del cambiamento.

Non possiamo più permetterci di essere indifferenti !

Come affermava già Antonio Gramsci nella Città Futura del 1917, "l'indifferenza opera potentemente nella storia: spesso il male che si abbatte su tutti, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza o all'assenteismo dei molti. 

L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è il peso morto della storia. “

 

 

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Il Senso Civico

Il senso civico è la coscienza che ognuno ha dei propri diritti e doveri nei confronti degli altri e genera il senso di responsabilità verso sé stessi e verso l’intera collettività.

Il senso civico è quindi l’impegno per il rispetto degli altri e delle regole della convivenza civile, è un atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui si vive.

La fiducia e l’applicazione delle regole di convivenza creano effetti benefici per tutta la società:

    • Le istituzioni (municipalità, regioni, stato) ed i servizi comuni funzionano meglio;
    • I cittadini sono più soddisfatti della propria qualità della vita e il livello di benessere è più alto;
    • Si ha un miglior utilizzo delle risorse disponibili, con risparmi e diminuzione degli sprechi.

Il rispetto delle regole permette inoltre di raggiungere obiettivi individuali, altrimenti non raggiungibili singolarmente, attraverso la coesione e l'interazione con gli altri, mediando gli interessi comuni.

In sintesi si migliora la qualità del livello di vita, mentre l’assenza di senso civico è un costo per la collettività e comporta sprechi o costi per mancanza di sicurezza, di libertà e di informazione con implicazioni che pervadono tutti i campi della vita sociale, lavorativa e famigliare.

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I Valori

Costituiscono l’elemento primo della società. E’ necessario riscoprirli e, con essi, riscoprire il coraggio e la voglia di valorizzarli e di dare loro la giusta collocazione all’interno della nostra cultura.

RISPETTO DELLE REGOLE E FIDUCIA PER MIGLIORARE LA VITA DELLA COLLETTIVITÀ

1. Rispetto delle regole

“Dobbiamo essere consapevoli che i diritti, per essere tali, hanno bisogno del senso del dovere, ovvero del rispetto delle regole e dei princìpi morali non per interesse o per timore della legge, ma semplicemente per l’obbligo che si ha nei confronti della propria coscienza.
Infatti una società formata da cittadini persuasi di avere solo diritti non è una comunità di persone libere ma una moltitudine dove impera la legge del più forte. Senza doveri non c’è libertà. Senza doveri anche i diritti si trasformano in privilegi.  (Maurizio Viroli)

2. Fiducia

La fiducia, l’apertura di credito verso gli altri, è un bene che deve essere continuamente alimentato e che, anche se non ha natura economica, ha a che fare con l’economia. Perché se non esistessero i valori quali la fiducia, il rispetto delle regole, il senso civico e il senso dell’altro si produrrebbero costi, sia per i singoli che per le comunità: infatti, a quel punto, sarebbe necessario comprare ciò di cui c’è bisogno, occorrerebbe sostenere i costi dell’infelicità, i costi dell’inciviltà.

Il capitale sociale è la declinazione quotidiana del senso di appartenenza a una comunità. La ricchezza collettiva è il senso civico, sono le relazioni libere e disinteressate che legano fra loro i cittadini di una comunità. Dove prevalgono la diffidenza e il sospetto, la vita è più difficile e faticosa: ognuno è costretto a fare da solo, non può contare sugli altri; anzi li tiene a distanza, come potenziali minacce. (Roberto Cartocci)  

3. Il rinnovamento

Ogni generazione vive e deve reagire in un diverso ambiente esterno generato da  equilibri politici, culturali, demografici e economici, essa deve rinnovare o adattare le regole ed i comportamenti ereditati mantenendo però saldi i valori etici e sociali;  il mancato rinnovamento porta la società verso un pericoloso invecchiamento intellettuale e morale che può essere foriero di  violenti riassestamenti.   

                                   
SENSO DI RESPONSABILITÀ VERSO IL BENE COMUNE

 

Il  bene comune è al tempo stesso il capitale sociale che tutti  condividiamo, ma anche lo scopo al quale fare tendere le nostre azioni per costruirlo o difenderlo.

Il senso di responsabilità verso il bene comune ci porta a considerare il bene comune non come un bene di tutti o peggio di nessuno, ma di ognuno di noi divenendone individualmente responsabile.

E questo vale sia quando è un bene fisico come l’ambiente, l’arte, il territorio, le istituzioni e i servizi comuni sia quando è un ideale come la libertà, la democrazia, la cultura.

 

 CONTROLLO SOCIALE E TRASPARENZA COME ANTIDOTO AI COMPORTAMENTI SBAGLIATI

 
E’ diventata prassi diffusa non stupirsi più dei comportamenti fuori dalle regole, accettando come inesorabile la diffusione di atteggiamenti opportunistici che danneggiano la collettività. Per contrastarli ognuno è chiamato nel proprio ambito, famigliare e lavorativo, a dare il proprio contributo con un maggiore controllo sociale. Nelle piccole comunità il controllo sociale è uno dei meccanismi di maggiore efficacia nel prevenire comportamenti negativi.
Se anche in strutture più complesse, ognuno (sia a livello individuale che di media) iniziasse a sdegnarsi e a prendere le distanze da chi agisce negando il rispetto del bene comune, si avvierebbe un processo di riprovazione sociale diffusa che arginerebbe la diffusione dei comportamenti negativi e limiterebbe l’arroganza dettata dalla impunità.
Nel caso di chi amministra la cosa pubblica, la tendenza all’individualismo, può sfociare nell’interesse privato, è perciò necessario prevedere dei meccanismi che inibiscano e prevengano tali comportamenti: uno di questi è la trasparenza delle informazioni da parte di chi deve amministrare, che così risponde ai cittadini del proprio operato in tutti i campi delle istituzioni economiche, legali, sanitarie, ecc.
Questo concetto è applicato nella prassi dell’Open Government (Governo Aperto), che definisce che tutte le informazioni sulle attività delle Amministrazioni pubbliche debbano essere disponibili al fine di garantire un controllo sul loro operato . L’amministrazione deve inoltre mantenere una costante discussione con i cittadini.
Nell’attuale periodo di cambiamenti tecnologici, in particolare con gli strumenti di partecipazione della Rete, l’Open Government rappresenta un’incredibile occasione per rendere l’Amministrazione trasparente ed efficiente, dare impulso all’economia e migliorare la qualità della vita delle persone.

"Alle generazioni adulte – ai padri – spetta la responsabilità di gettare le fondamenta del futuro e preparare i giovani a vivere con animo fiducioso le sfide che esso presenta. Sempre ai padri spetta trasmettere i sentimenti che fanno di un gruppo di persone un popolo, di un'estensione di terra una patria.”(Carlo Azeglio Ciampi)

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Introduzione

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Il complesso contesto sociale in cui viviamo impone di risvegliare con forza il senso civico e ritornare a dare attenzione al bene comune.
 

Nell’equilibrio fra diritti e doveri, la perdita del senso del dovere trasforma il diritto in privilegio che, insieme alla sfiducia nel rispetto delle regole, alimenta atteggiamenti predatori verso gli altri e le risorse pubbliche.
 

La mancata partecipazione alla vita pubblica è una rinuncia alle libertà primarie, ma spesso è più facile lamentare le inefficienze di altri che cogliere qualsiasi invito a occuparci della Cosa Pubblica.
 

E’ particolarmente urgente intervenire sulla generazione dei giovani, per aiutarli a vivere la loro crescita sociale e per impedire che arrivino impreparati al momento in cui dovranno gestire la società di domani.
 

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