Concorso Università - Linee Guida

CONCORSO PER L'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO

Il Senso Civico in Italia: alla ricerca di una definizione univoca.
Convergenze e divergenze nelle diverse teorie.

  Anno Accademico 2012/2013

Bando   Linee Guida   Scheda Iscrizione

 


LINEE GUIDA DEL CONCORSO

Introduzione

I livelli di prosperità, benessere sociale e di qualità della vita sono direttamente proporzionali alla ricchezza di capitale sociale in una comunità, sia essa nazione, città o piccolo comune.

Il capitale sociale si riferisce a quei beni intangibili che hanno valore più di ogni altro nella vita quotidiana delle persone: precisamente, la buona volontà, l’appartenenza ad organizzazioni, la solidarietà e i rapporti sociali tra individui e famiglie.

Capitale sociale accompagnato al senso civico può essere definito come un atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società o città in cui si vive.

La fiducia crea effetti benefici a tutta la società: in particolare il livello di benessere è più alto, le istituzioni (comuni, province, regioni) funzionano meglio, i cittadini sono mediamente più soddisfatti della propria esistenza.

Inoltre fiducia e capitale sociale facilitano gli scambi commerciali e l’economia.

Se ci si può fidare degli altri, costa molto meno produrre e scambiare dei beni, si creano posti di lavoro. Il capitale sociale è più difficile da creare rispetto al capitale umano, perchè consiste in un insieme di comportamenti diffusi e di norme sociali che si cristallizzano nel corso del tempo.

La scarsa fiducia è il maggior ostacolo al benessere sociale e alla crescita.

Il capitale sociale è definito come ‘le reti di relazioni interpersonali, le norme sociali e la fiducia che permettono alle persone di agire collettivamente per perseguire in modo più efficace degli obiettivi comuni’ (R.Putnam, 1994, 1).

Il capitale sociale, quindi, è la sommatoria di conoscenze, comportamenti, abitudini e regole presenti in una determinata collettività.

Ovviamente questi elementi possono essere positivi (conoscenze approfondite, regole di comportamento rispettate ecc) ovvero negativi (cattiva educazione, spregio delle regole ecc).
Se intendiamo il capitale sociale come ”ricchezza” di una certa collettività ci limitiamo quindi a considerare come tale solo il lato migliore, escludendo gli aspetti negativi sopra citati ovvero depauperandolo del ”peso” degli aspetti negativi.

Se è quindi vero che il capitale sociale è tanto maggiore quanto più sono presenti in un certo gruppo/consesso/organizzazione conoscenza, rispetto, buone abitudini è vero anche che maggiore è il capitale sociale, maggiore è la coesione del gruppo (se tutti sono rispettosi il collettivo è più solido, compatto ed  omogeneo di un altro gruppo dove ognuno segue proprie personali abitudini/comportamenti).

Se tutti condividiamo un determinato comportamento (“non buttare cartacce per strada”) questo diventa una abitudine consolidata, si afferma sempre più e anzi il mancato rispetto determina riprovazione da parte di chi non si adegua.

E se ciò vale per un comportamento, per così dire di semplice educazione, a maggior ragione ciò vale per una norma giuridica.

D’altra parte, uno dei fondamenti di qualsiasi legge è la sua efficacia, cioè il suo rispetto da parte della stragrande maggioranza di coloro ai quali la norma si rivolge. Se l’efficacia viene meno la norma è come se non esistesse.

Ne consegue che maggiore è il capitale sociale, maggiore è il rispetto della legge.

Anzi è forse ancora più esatto dire che maggiore è il capitale sociale più forte è il rispetto in genere, nella più ampia accezione (rispetto degli altri, rispetto per le diversità di razza, di sesso, di religione, di lingua, rispetto delle opinioni, rispetto delle regole di comportamento e quindi, ancor più,  delle regole giuridiche).


Il capitale sociale: tesoro di una comunità

Il capitale sociale è quindi una ricchezza condivisa, un bene comune che reca vantaggi a tutti, anche a chi contribuisce meno.

L’elemento centrale del capitale sociale – ha detto Roberto Cartocci - Professore ordinario di Metodologia della Scienza politica presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna - è la fiducia, l’apertura di credito verso gli altri, un bene che deve essere continuamente alimentato e che, anche se non ha natura economica, ha a che fare con l’economia.

Si tratta di quel complesso di "fiducia, senso di obbligazione e di responsabilità verso gli altri e verso le istituzioni, solidarietà e partecipazione".
 
Perché se non esistessero i valori quali la fiducia, il senso civico e il senso dell’altro si produrrebbero costi, sia per i singoli che per le comunità: infatti, a quel punto, sarebbe necessario comprare ciò di cui c’è bisogno, occorrerebbe sostenere i costi dell’infelicità, i costi dell’inciviltà.

Il capitale sociale è la declinazione quotidiana del senso di appartenenza a una comunità. La ricchezza collettiva è il senso civico, sono le relazioni libere e disinteressate che legano fra loro i cittadini di una comunità. In una comunità in cui c’è fiducia reciproca fra i cittadini la vita è più semplice per tutti: più ci si fida, più la fiducia cresce. Al contrario, dove prevalgono la diffidenza e il sospetto la vita è più difficile e faticosa: ognuno è costretto a fare da solo, non può contare sugli altri; anzi li tiene a distanza, come potenziali minacce.

Una comunità ricca di capitale sociale è dunque una comunità in cui i singoli cittadini sentono di avere una responsabilità verso gli altri, compresi quelli che non conoscono e a cui non sono legati da vincoli di parentela, di vicinato né di affari.

Il capitale sociale diventa un beneficio per tutti senza che coloro che contribuiscono a costruirlo lo considerino un costo.

Come ha detto un importante economista: “Certe azioni che dovrebbero stare nella colonna dei costi stanno invece in quella dei benefici”. Questo apparente paradosso non si spiega con una popolazione fatta di eroi e di eroine, ma perché esiste un orizzonte di moralità in cui è normale una pratica diffusa di solidarietà e di disponibilità a subordinare il tornaconto personale agli interessi collettivi e al rispetto delle regole, dando per scontato che gli altri faranno lo stesso – di nuovo la fiducia, materia prima del capitale sociale.

Una ricchezza collettiva tra le più alte d’Italia, come attestano le ricerche svolte in questi ultimi anni sulla geografia del capitale sociale: Reggio Emilia si pone ai primi posti in Italia, insieme a Trieste, Bolzano, Mantova.

Ma questa non è una ricchezza garantita per sempre. L’impegno deve essere anche quello di socializzare le nuove generazioni a considerare come senso comune questo orizzonte di responsabilità e di impegno per gli altri.


Impostazione metodologica

Al fine di raggiungere l’obiettivo del Concorso i partecipanti potranno documentarsi con le fonti e le letture indicate, che hanno evidenziato la dimensione sociale e motivazionale del comportamento civico.

Tali studi costituiscono uno stimolo di riflessione ed un supporto metodologico.

Tuttavia è auspicabile che i partecipanti non li considerino come unici modelli a cui riferirsi o vincoli a cui attenersi, ma si sentano stimolati a proporre nuove chiavi di lettura e a identificare, laddove evidentemente esistano, elementi comuni che concorrano a formulare una definizione univoca ed attuale.

A loro verrà chiesto di:

  • Documentare le teorie/modelli proposti dai diversi pensatori;
  • Proporre una propria definizione del senso civico;
  • Proporre una sintesi, laddove evidentemente possibile, alla ricerca degli elementi comuni che concorrano ad una definizione univoca di cosa sia il Senso Civico nel contesto odierno;
  • Valutare come il Senso Civico, precedentemente definito, diffuso tra i cittadini e guidandone i comportamenti, possa favorire un miglioramento della vita civile nel nostro Paese.

 

Elaborati di Concorso

La proposta dovrà essere presentata, entro la data di scadenza, tramite:

  • Elaborati di natura diversa, a scelta di ogni team, in grado di rappresentare al meglio il lavoro svolto. Gli elaborati potranno essere, a titolo indicativo: elaborati grafici o altro supporto/strumento multimediale esplicativo della proposta;
  • Relazione di massimo 6 cartelle  fronte/retro in formato A4, che dovrà – nel descrivere i criteri alla base della proposta – motivare la soluzione presentata, esplicitando le risposte ai diversi temi oggetto del Concorso desumibili dalle Linee Guida, in relazione ai criteri di valutazione di cui al successivo art. 6;

Gli elaborati e la relazione dovranno inoltre essere riprodotte su supporto informatico (CD Rom).

Il plico contenente gli elaborati di concorso dovrà pervenire presso la segreteria Segreteria Didattica della Facoltà di Studi Umanistici, Sig.ra Paola Maestri, entro il giorno 15 febbraio 2013 in un plico chiuso, in modo da garantirne l’integrità, sul quale dovranno essere indicato la dicitura “Il Senso Civico in Italia: alla ricerca di una definizione univoca. Convergenze e divergenze nelle diverse teorie” ed il nome del team.

Attività